Il Forum di Passioneauto.it
Benvenuto => Presentati: la tua passione => Topic aperto da: nigel68 - 09 Ottobre 2009, 16:08:01
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Buongiorno a tutti, mi presento:
Mi chiamo Cristiano e sono nato nel 1968 a Magenta (MI), Sono socio dell'ACN Novara da oltre un anno, magari qui c'è qualche socio..Ho posseduto in passato Una Lancia Appia I serie che non ho mai restaurato e in seguito venduta e una Fiat 124 Sport Spider del 1969 con la quale grazie al Registro Italiano 124 S.S. ho girato mezza italia facendo anche qualche gara di regolarità. Dopo molti anni sono tornato ad occuparmi di auto storiche e realizzando qualche sogno che avevo da bambino ho acquistato alcune auto storiche americane: una Ford Mustang 289 proprio del 1968 (guarda caso), una Chrysler New Yorker del 1958 acquistata su ebay e rivelatasi veramente in ordine, e una Chrysler Newport Convertible del 1966 scovata a Sulmona (AQ)importata negli anni '90 e attualmente in fase di restauro.
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Benvenuto Cristiano! ;)
Ora abiti a Novara? Io sono di Vercelli, ma studio a NO. ::)
Non sono molto ferrato sulle "americane", ma non si può rimanere indifferenti davanti ad una Mustang ( :o), complimenti! ;)
Ce l'hai ancora la 124 Spider?
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Ciao Cristiano benvenuto complimenti per il tuo parco macchine magari una foto? non ci starebbe male ::) ::) ::) ::) ::) ::) ::) ::) ::) ::) ::) ::) :o
mi fa piacere sapere che sei di novara non siamo cosi lontani io sono di varallo pombia. ciao ;) ;) ;) ;) ;D ;D ;D ;D ;D ;D ;D ;D
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Ciao e benvenuto tra noi!
Finalmente un altro estimatore della auto made in USA...
Finalmente il nostro Frosty avrà modo di confrontarsi con un suo "simile" ;D ;D
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Salve!! No abito tuttora in prov. di Milano, ma ho molti amici ad Oleggio e in generale amo girare con le auto per le colline novaresi. Nel w.e. sono spesso a Cuneo, dove ci sono parecchie strade ideali per godersi l'auto senza gli sciamannati che sfanalano con la ultramegaturbodiesel coi fari a led perchè vogliono arrivare prima (di cosa?)
Ecco alcune foto, poi devo capire se c'è una sezione dedicata alle nostre auto:
1968 Mustang
(http://www.pdani.it/public/68MO/DSC00859.JPG)
1966 Chrysler Newport convertible (attualmente è tutta smontata, in carrozzeria)
(http://www.pdani.it/public/68MO/Chry01.jpg)
1958 Chrysler New Yorker 4door hardtop
(http://www.pdani.it/public/68MO/DSC02361.JPG)
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Ammazza che bolidi! Non nascondo la mia preferenza per la Mustang, una meraviglia...
Per presentare le tue creature puoi aprire una nuova discussione in questa sezione:
http://forum.passioneauto.it/index.php?board=26.0
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Bellissime tutte e tre. Anche io ho un debole per la Mustang, soprattutto prima serie, ma devo dire che mi ha colpito molto la foto della Newport Convertibile, splendida linea davvero.
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le cabrio a quattro porte sono davvero un'altra cosa. ;)
Vero, si tratta di un altro modo di concepire la scoperta.
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3 bei pezzi...
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ciao e benvenuto , anche se nn Americanizzo per le auto complimenti per le tue speriamo di vederle al priossimo ritrovo che faremo ;D ;D ;D
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3 bei pezzi...
Direi "pezzettoni" viste le dimensioni notevoli, rispetto alle storiche nostrane. :D
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Bellissime tutte e tre. Anche io ho un debole per la Mustang, soprattutto prima serie, ma devo dire che mi ha colpito molto la foto della Newport Convertibile, le cabrio a quattro porte sono davvero un'altra cosa. ;)
E' a due porte ;) ; mi risulta che le cabrio (che negli USA sono dette "convertible") a 4 porte non sono mai state prodotte, a parte le torpedo negli anni Trenta.
A Villa d'Este quest'anno c'era una BMW 4 porte cabriolet fine anni 50 che dicevano essere sostanzialmente l'unico esempio al mondo nel dopoguerra.
P.s. un mio amico dice che "cabrio" è solo la Ritmo!! ;D ;D ;D
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E' a due porte ;) ; mi risulta che le cabrio (che negli USA sono dette "convertible") a 4 porte non sono mai state prodotte, a parte le torpedo negli anni Trenta.
A Villa d'Este quest'anno c'era una BMW 4 porte cabriolet fine anni 50 che dicevano essere sostanzialmente l'unico esempio al mondo nel dopoguerra.
P.s. un mio amico dice che "cabrio" è solo la Ritmo!! ;D ;D ;D
C'ero anche io a Villa d'Este.Ricordo bene la BMW che è sfilata a capote chiusa,causa maltempo...
P.S.:Teoricamente il tuo amico ha ragione.Tale denominazione è stata coniata per la Ritmo ;D
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E' a due porte ;) ; mi risulta che le cabrio (che negli USA sono dette "convertible") a 4 porte non sono mai state prodotte, a parte le torpedo negli anni Trenta.
A Villa d'Este quest'anno c'era una BMW 4 porte cabriolet fine anni 50 che dicevano essere sostanzialmente l'unico esempio al mondo nel dopoguerra.
P.s. un mio amico dice che "cabrio" è solo la Ritmo!! ;D ;D ;D
Hai ragione, ho scambiato i nomi e intendevo la New Yorker.
Mi pare si sia visto qualcosa su base Chrysler 300c, o sbaglio?
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ciao e benvenuto , anche se nn Americanizzo per le auto complimenti per le tue speriamo di vederle al priossimo ritrovo che faremo ;D ;D ;D
HAHA grazie!! Ma come non "americanizzi"?? Nell'avatar hai due brutti ceffi ;D che hanno usato spesso le americane nei loro film. Mi ricordo una mitica Lincoln Continental convertible del 58 con le CORNA..
(http://www.budterence.tk/cadillac1g.jpg)
@Mtechnic: la New Yorker ha il tetto rigido (hardtop). La costruzione 4 porte senza montanti (4door hardtop) è ESCLUSIVA della produzione americana fino a metà degli anni 70 quando furono introdotte le normative di sicurezza per il ribaltamento.
In nessun altro paese al mondo sono mai state prodotte vetture a 4 porte senza montanti.
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Hai ragione, ho scambiato i nomi e intendevo la New Yorker.
Ed io ti ho seguito a ruota! ;D
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Ecco un'altro rarissimo esempio di convertibile a 4 porte è proprio la Lincoln Continental 61-66 con porte ad "armadio" o "suicide doors"
Quella di Kennedy per capirci. Tra l'altro il designer, Elwood Engels dopo aver realizzato la Lincoln, passò in Chrysler dove disegnò le linee del model year 1966 che guarda caso sembra proprio una Lincoln Continental, con fiancata liscia e pochissime (per gli usa :D) cromature..
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Bellissime tutte e tre....EVVIVA arrivano gli AMERICANI!!!!!! :D :o ;D :o :o ;D :o ;D :o ;D :o ;D :o :o >
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Bellissime tutte e tre....EVVIVA arrivano gli AMERICANI!!!!!! :D :o ;D :o :o ;D :o ;D :o ;D :o ;D :o :o >
cosa ......dove ....come ?? ?? ....mo' si comprano tutto anche il sito di passione ?? ?? ;D :D :D :D
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HAHA grazie!! Ma come non "americanizzi"?? Nell'avatar hai due brutti ceffi ;D che hanno usato spesso le americane nei loro film. Mi ricordo una mitica Lincoln Continental convertible del 58 con le CORNA..
(http://www.budterence.tk/cadillac1g.jpg)
@Mtechnic: la New Yorker ha il tetto rigido (hardtop). La costruzione 4 porte senza montanti (4door hardtop) è ESCLUSIVA della produzione americana fino a metà degli anni 70 quando furono introdotte le normative di sicurezza per il ribaltamento.
In nessun altro paese al mondo sono mai state prodotte vetture a 4 porte senza montanti.
""Nati con la camicia", di E.b.Clucher,1983...
In quello spezzone interpretano due texani goderecci e vogliosi...Al traino la vacca Brunilde:la mattina bevono solo il suo latte ;D ;D ;D
Ecco un'altro rarissimo esempio di convertibile a 4 porte è proprio la Lincoln Continental 61-66 con porte ad "armadio" o "suicide doors"
Quella di Kennedy per capirci. Tra l'altro il designer, Elwood Engels dopo aver realizzato la Lincoln, passò in Chrysler dove disegnò le linee del model year 1966 che guarda caso sembra proprio una Lincoln Continental, con fiancata liscia e pochissime (per gli usa :D) cromature..
La Continental è davvero un pezzo di design...
(http://www.automotivetraveler.com/images/stories/blogs/richt/080912-Shatner_Lincoln_Continental-04.jpg)
:)
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HAHA grazie!! Ma come non "americanizzi"?? Nell'avatar hai due brutti ceffi ;D che hanno usato spesso le americane nei loro film. Mi ricordo una mitica Lincoln Continental convertible del 58 con le CORNA..
(http://www.budterence.tk/cadillac1g.jpg)
@Mtechnic: la New Yorker ha il tetto rigido (hardtop). La costruzione 4 porte senza montanti (4door hardtop) è ESCLUSIVA della produzione americana fino a metà degli anni 70 quando furono introdotte le normative di sicurezza per il ribaltamento.
In nessun altro paese al mondo sono mai state prodotte vetture a 4 porte senza montanti.
Lascialo stare a quello , è solo chiacchiere e distintivo ;D
Complimentoni per i tuoi ferri ;)
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Lascialo stare a quello , è solo chiacchiere e distintivo ;D
tu nn puoi saperlo Cri , ma qui quando si tirano in ballo citazioni di De Niro si parla di me , essendo io ......molto somigliante a lui ... o lui a me ...bho ? ;) ;) ;D ;D ;D
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In nessun altro paese al mondo sono mai state prodotte vetture a 4 porte senza montanti.
Benvenuto! Però una precisazione: Lancia Aurelia,Ardea e Appia furono aute a 4 porte senza montante centrale, e sono le prime che mi vengono in mente.
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Quelle americane non hanno nemmeno i montanti delle porte, che invece la mia Appia aveva: andavano poi ad inserirsi in dei riscontri in alto sul padiglione se non mi ricordo male. L'effetto di profilo, a finestrini abbassati è quello di una cabriolet a tetto rigido.
Parecchi coupè, anche europei tipo le Mercedes CE, adottavano tale soluzione, e cioè i telai dei finestrini discendenti, ma solo i costruttori americani l'impiegavano nelle berline a 4 porte. Il tetto e tutta la vettura ne risentiva, ovvio: la rigidità strutturale era un sogno, ma il telaio separato sopperiva spesso. Le Buick ad esempio erano solidissime, nonostante la mancanza del cosiddetto "B pillar".
Le vetture 4door hardtop erano dette più correttamente "pillarless" cioè senza montanti, le berline classiche come le europee invece si chiamavano "sedan"
4door hardtop (1958 Buick Roadmaster)
(http://www.cargurus.com/images/2009/06/30/20/31/1958-buick-roadmaster-pic-51928.jpeg)
4door sedan (1958 Chevrolet Biscayne) - notare i telai delle portiere
(http://imcdb.org/images/045/818.jpg)
Addirittura la Buick, la Oldsmobile e anche la Chrysler per brevissimi periodi realizzarono anche delle Station Wagon con la carrozzeria 4door hardtop, cioè con le portiere sempre prive di telaio dei finestrini, ottenendo un effetto estetico spettacolare a finestrini abbassati:
1958 Buick Century Caballero Estate Wagon:
(http://oldcarandtruckpictures.com/Buick/1958_buick_century_caballero_estate_wagon_white_frt_qtr.jpg)
E' incredibile poi che viaggiando normalmente (a velocità americane ;D) i fruscii d'aria verso il guidatore ed il passeggero anteriore, sono quasi inesistenti..
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Quelle americane non hanno nemmeno i montanti delle porte, che invece la mia Appia aveva: andavano poi ad inserirsi in dei riscontri in alto sul padiglione se non mi ricordo male. L'effetto di profilo, a finestrini abbassati è quello di una cabriolet a tetto rigido.
Parecchi coupè, anche europei tipo le Mercedes CE, adottavano tale soluzione, e cioè i telai dei finestrini discendenti, ma solo i costruttori americani l'impiegavano nelle berline a 4 porte. Il tetto e tutta la vettura ne risentiva, ovvio: la rigidità strutturale era un sogno, ma il telaio separato sopperiva spesso. Le Buick ad esempio erano solidissime, nonostante la mancanza del cosiddetto "B pillar".
Le vetture 4door hardtop erano dette più correttamente "pillarless" cioè senza montanti, le berline classiche come le europee invece si chiamavano "sedan"
4door hardtop (1958 Buick Century)
(http://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/e/e8/Buick_Century_1958.jpg)
4door sedan (1958 Chevrolet Biscayne) - notare i telai delle portiere
(http://imcdb.org/images/045/818.jpg)
Grazie per la precisazione.
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Benvenuto tra noi! :)
Affascinante mondo quello delle auto made in USA che però ammetto di conoscere poco. certo non vorrei mai affrontare un restauro di un bestione del genere, soprattutto per il conto della galvanica! ;D
Scherzi a parte, complimenti sinceri per i tuoi gioiellini americani ;)
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Cristiano carissimo benvenuto anche qui... io ho un altro nick, ma mi riconosci senz'altro...
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Cristiano carissimo benvenuto anche qui... io ho un altro nick, ma mi riconosci senz'altro...
:)
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Cristiano carissimo benvenuto anche qui... io ho un altro nick, ma mi riconosci senz'altro...
Se ti hanno segnalato un Wagoneer (purtroppo un po' concio :D) ho la vaga sensazione di sapere chi sei...solo non capisco l'accostamento Frosty - Fred (Buscaglione). Chi è Frosty?
@GT: nel restauro della Newport ci sono poche cromature, la maggior parte in zama purtroppo. Quindi piccole cose ma grande impegno. Invece tantissimi profili erano in acciaio inox, perchè gli Americani mica ERANO barboni ;D
La New Yorker (mò aprirò le schede...) è incredibilmente uscita dal container così come la si vede in foto, dopo averla acquistata a scatola chiusa in un'asta su ebay. Per fortuna.
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...solo non capisco l'accostamento Frosty - Fred (Buscaglione). Chi è Frosty?
quando mi sono iscritto stavo ascoltando un disco di Perry Como... e mi è venuto così, spontaneo.
A presto.
Sergio
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Buongiorno a tutti, mi presento:
Mi chiamo Cristiano e sono nato nel 1968 a Magenta (MI), Sono socio dell'ACN Novara da oltre un anno, magari qui c'è qualche socio..Ho posseduto in passato Una Lancia Appia I serie che non ho mai restaurato e in seguito venduta e una Fiat 124 Sport Spider del 1969 con la quale grazie al Registro Italiano 124 S.S. ho girato mezza italia facendo anche qualche gara di regolarità. Dopo molti anni sono tornato ad occuparmi di auto storiche e realizzando qualche sogno che avevo da bambino ho acquistato alcune auto storiche americane: una Ford Mustang 289 proprio del 1968 (guarda caso), una Chrysler New Yorker del 1958 acquistata su ebay e rivelatasi veramente in ordine, e una Chrysler Newport Convertible del 1966 scovata a Sulmona (AQ)importata negli anni '90 e attualmente in fase di restauro.
Benvenuto, anche se leggo solo adesso la discussione è davvero interessante il settore USA
che negli ultimi anni è in espansione anche da noi. Avendo letto un po la discussione devo dire che ci sono delle belle chicche ;)
Gli argomenti non mancheranno di sicuro ;)
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Confermo, è un settore che (purtroppo a mio avviso) sta attraversando anche un momento di "moda" e questo fa si che ci siano molte infatuazioni non supportate da vera passione, che per me in questo settore significano soprattutto cultura e approfondimento messe poi in pratica nella scelta, restauro ed uso della vettura storica. Molte vengono acquistate/commerciate per quello che sembrano, non per quello che sono :(
Le macchine americane ci mettono molto di loro essendo ovviamente vistose ed esagerate per come siamo abituati noi. Aprirò un apposito topic per discuterne, se vi va...
Grazie di nuovo per il benvenuto.
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Confermo, è un settore che (purtroppo a mio avviso) sta attraversando anche un momento di "moda" e questo fa si che ci siano molte infatuazioni non supportate da vera passione, che per me in questo settore significano soprattutto cultura e approfondimento messe poi in pratica nella scelta, restauro ed uso della vettura storica. Molte vengono acquistate/commerciate per quello che sembrano, non per quello che sono :(
Le macchine americane ci mettono molto di loro essendo ovviamente vistose ed esagerate per come siamo abituati noi. Aprirò un apposito topic per discuterne, se vi va...
Grazie di nuovo per il benvenuto.
Ma certo,apri pure tutti i post che vuoi :)
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be grazie sara per la prossima volta!!!!!!!!
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""Nati con la camicia", di E.b.Clucher,1983...
In quello spezzone interpretano due texani goderecci e vogliosi...Al traino la vacca Brunilde:la mattina bevono solo il suo latte ;D ;D ;D
Al quanto eccentrici direi... ;D ;D ;D
Benvenuto Nando Meniconi (un'americano a Milano in questo caso :D :D)
Di che paese sei di preciso?
Qui siamo in molti della zona nord di Milano.
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Sono di Vittuone, abito a Sedriano, praticamente due paesi attaccati con la densità abitativa di una favela di Rio de Janeiro...e sti fresconi stanno pure costruendo altre case. Ormai la mattina vado al lavoro in bici perchè in macchina non riesco neanche a mettere la terza.
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ciao ho un amico di torino con una chrysler 57 letters c 2 door nuova ..ti lascio il mio cell xxxxxxxxxxxxxx alex
xxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxx
molto bella la tua
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ciao ho un amico di torino con una chrysler 57 letters c 2 door nuova ..ti lascio il mio cell xxxxxxxxxxxxxx alex
xxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxx
molto bella la tua
Come da regolamento è vietato inserire recapiti telefonici e pubblicizzare attività. :)
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non lo sapevo scusate , sono sincero non ho letto il regolamento ma non c'è problema non lo farò più eh eh eh eh eh
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Benvenuto!!!!!
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Ho deciso di inserire questo scritto che avevo messo giù tempo fa e pubblicato anche su un altro forum, per spiegare agli amici forumisti appunto come ero giunto all'acquisto della mia prima auto storica americana:
Se partiamo dall'approccio con le auto storiche (e da qui si capiscono tante cose del sottoscritto), nel lontano 1990 inizio le mie prime esperienze portando ai raduni una Lancia Augusta (in realtà una Belnà, costruita per il mercato francese con gli strumenti ovviamente in francese..) e una Fiat 1200 OSI Spider di un amico di famiglia. Poi una Balilla 4 marce e infine una Jaguar XJ. Ovvia la meraviglia di guidare tali vetture rispetto a quelle del periodo.
Premetto che ho sempre giocato con le macchinine o i camioncini da piccolo e (a parte l'intermezzo del Subbuteo che mi iniziò alle effimere gioie del calcio, terminate con l'uscita di scena di Platini...) la passione tale è rimasta. L'interesse per le americane invece trae origine dalla encicopedia "Milleruote" pubblicata dalla Editoriale Domus: a metà degli anni '70 a malapena leggevo ma mio papà, noto saldatore di marmitte pseudo-Abarth e spianatore di teste sulla sua 600 rossa, decise che era il momento di regalarmi il primo numero di quella fantastica pubblicazione a fascicoli. Finalmente potevo vedere non solo le auto europee ma anche quelle d'oltreoceano. Meravigliose Cadillac, enormi Duesenberg, Cord e pinnute Buick degli anni 50. Fu proprio una Buick a darmi lo scossone definitivo: la Riviera Boat-tail degli anni 71-73. Poi, durante la visione dei primi road-movie che davano in TV mio padre calcava la mano: "sènt che mutùr, al sarà un sèsmila e cinc..(*)". Come tutti i miei coetanei cresciuti a pane burro e zucchero o a marmellata a cubetti, ad un certo punto è venuto il momento del "pane e telefilm", ma il mio background USA si era già formato a colpi di Buick, Cadillac, Chevrolet, unito ad una buona dose di John Wayne, James Stewart, Gary Cooper. Quindi a differenza di miei menzionati amici io non mi meravigliavo tanto, sicuro del mio essere ormai "mezzo americano", incollato davanti alla TV quando c'era Happy Days e permeato dell' American Way of LIfe oggi come allora.
Dopo le varie veterane di cui parlavo all'inizio avevo deciso con l'aiuto di mio papà di comprare una storica "sportiva" con la quale affrontare non i soliti raduni pane e salame, ma le gare di regolarità. Nel 1992 infatti acquisto una Fiat 124 Sport Spider del 1969. E lì mi son fatto le ossa in tutti i sensi: dalle valvole alla testata, dai freni al cambio (completamente aperto ma poi l'ha rimontato un esperto...). Durante un raduno di Club (ero iscritto al Registro Nazionale 124 S.S.) sulle colline modenesi, e i modenesi tirano, ci siam fermati in una cascina con la pompa della benzina ko. Provvidenziale l'aiuto di un contadino e di una nuova pompa che il sottoscritto si era scaramanticamente portato da casa. Potrei raccontarne di aneddoti: ho scoperto solo da poco di aver gareggiato senza saperlo nientemeno che con Frosty The Snowman..in una gara in montagna..lui aveva una Austin!!! Vendetti la 124 nel 1999.
L'avventura con le auto americane "vere" inizia quando mi "stufo" di pagare un sacco di soldi di bollo per una BMW Z3 del 1996 che usavo in pratica solo d'estate. Purtroppo separarmi è stata dura, penso che l'unico altro posto dove potesse stare quella Z3 era il museo BMW a Monaco tanto era tenuta in modo maniacale...
L'illuminazione: nel 2004 durante un concerto soul un tizio mio conoscente suona e canta "Mustang Sally" e il tarlo comincia ad insinuarsi, poi un articolo su Automobilismo d'Epoca celebra i 40 anni della pony car e li scatta la molla: vendo la Z3 e inizio la ricerca della prima storica americana. Dopo essermi un po' documentato sulla Mustang e le Ford del periodo grazie ad internet, mi faccio l'idea di come doveva essere la vettura: convertibile, bianca o rossa ma con l'interno totalmente rosso, volante compreso, e 6 cilindri. Ritengo ancora oggi che una 6 cilindri del 1964 incarni il lato "purista" del progetto Mustang: una vettura semplice, divertente, alla portata di tutti, dall'aspetto intrigante. Ne trovo una (6 cilindri guarda caso..) Springtime Yellow interno nero del 66 ma il tizio, che aveva un negozio di tuning, credeva di essere al volante di una miniera d'oro...era con targa italiana del periodo importata dall'Inghilterra. Purtroppo servosterzo ko, interni da rifare e diversi fili penduli mi fecero desistere dall'acquisto. Poi è il turno di una 289 Convertible verde del 1967 interno Ivy Gold (verdina), buona vettura ma il prezzo richiesto non mi pareva adeguato ne avevo disponibilità simili...gira ancora su e-bay dopo essere stata acquistata già riverniciata e dotata dall'ultimo proprietario di un TV LCD sventrando la console. Quindi una 289 del 65 Lime Gold (verde chiaro quasi dorato) il tizio mi dice "appena verniciata"...grandi colature di vernice mi fanno capire subito la qualità del lavoro..poi apre il cofano e, credetemi, sembrava fosse esplosa una bomba...tanto era tutto coperto di fuliggine. Verso gennaio del 2006 è la volta di una 1968 sempre verdino chiaro metallizzato, con un lifting GT-like: cerchi GT, fari supplementari, volante Grant, collettore speciale Offenhauser dell'epoca. Quando vado a provarla dopo aver concordato un appuntamento, trovo una vettura smontata, senza volante con il tetto in vinile da rifare, ecc..un po' troppo per una vettura "perfetta" al telefono.
Parafrasando il titolo di un film con la Aniston e il superpirla Stiller, "Alla fine Arriva Kermit". E' il turno della mia 289 hardtop del 1968, messa in vendita da un privato. Telefono per concordare la prova e devo dire che quanto promesso era stato mantenuto..motore e cambio rifatti, begli interni..mi convinceva poco il colore e il fatto che fosse hardtop..ma ci ho fatto l'abitudine e per i colori esterno/interno l'ho chiamata Kermit The Frog. Mi ha stupito la grande accelerazione e la dolcezza del cambio ma da neofita delle US cars ci stava tutto. E ovviamente il cupo rombo gorgogliante del V8 che tanto mi aveva fatto sognare da bambino. Tiro un po' sul prezzo ma è evidente che ormai ero su un altro pianeta con la testa...concludo l'affare con un braccio legato al collo perchè nel frattempo mi ero lussato una spalla..e appoggio le terga sui bucket seats nel maggio del 2006. Il resto è leggenda...
(*)per chi non mastica il dialetto lombardo occidentale: "senti che motore, sarà un seimila e cinque.."
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Racconto affascinante come pochi! ;)
Attento, l'ultimo che ha detto "sono leggenda" ha fatto una brutta fine ......... ;D
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Ho letto con vero trasporto questo tuo intervento,caro Nigel...
Eccezionale!
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E' proprio vero, certe passioni nascono da ragazzini e te le porti dietro per sempre ;). Anch'io come il buon Nigel-Cristiano, ho iniziato a divorare pane e motori (inizialmente più con gli occhi ;D) alla sua età (siamo coetanei) sfogliando le pagine dei Quattroruote che mio zio acquistava regolarmente ogni mese. Poi fu la volta dei Motociclismo - ero già adolescente - e la "fissazione" per le due ruote e la Guzzi in particolare (passione scemata dopo alcuni, dolorosissimi incidenti in cui ho seriamente rischiata l'amputazione delle gambe...), quindi il tarlo per l'auto che non ti abbandona più ::). Inoltre, faccio i miei più sinceri complimenti all'amico "italo-americano" per le splendide vetture stelle e strisce che possiede :).
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Ho deciso di inserire questo scritto che avevo messo giù tempo fa e pubblicato anche su un altro forum, per spiegare agli amici forumisti appunto come ero giunto all'acquisto della mia prima auto storica americana:
Se partiamo dall'approccio con le auto storiche (e da qui si capiscono tante cose del sottoscritto), nel lontano 1990 inizio le mie prime esperienze portando ai raduni una Lancia Augusta (in realtà una Belnà, costruita per il mercato francese con gli strumenti ovviamente in francese..) e una Fiat 1200 OSI Spider di un amico di famiglia. Poi una Balilla 4 marce e infine una Jaguar XJ. Ovvia la meraviglia di guidare tali vetture rispetto a quelle del periodo.
Premetto che ho sempre giocato con le macchinine o i camioncini da piccolo e (a parte l'intermezzo del Subbuteo che mi iniziò alle effimere gioie del calcio, terminate con l'uscita di scena di Platini...) la passione tale è rimasta. L'interesse per le americane invece trae origine dalla encicopedia "Milleruote" pubblicata dalla Editoriale Domus: a metà degli anni '70 a malapena leggevo ma mio papà, noto saldatore di marmitte pseudo-Abarth e spianatore di teste sulla sua 600 rossa, decise che era il momento di regalarmi il primo numero di quella fantastica pubblicazione a fascicoli. Finalmente potevo vedere non solo le auto europee ma anche quelle d'oltreoceano. Meravigliose Cadillac, enormi Duesenberg, Cord e pinnute Buick degli anni 50. Fu proprio una Buick a darmi lo scossone definitivo: la Riviera Boat-tail degli anni 71-73. Poi, durante la visione dei primi road-movie che davano in TV mio padre calcava la mano: "sènt che mutùr, al sarà un sèsmila e cinc..(*)". Come tutti i miei coetanei cresciuti a pane burro e zucchero o a marmellata a cubetti, ad un certo punto è venuto il momento del "pane e telefilm", ma il mio background USA si era già formato a colpi di Buick, Cadillac, Chevrolet, unito ad una buona dose di John Wayne, James Stewart, Gary Cooper. Quindi a differenza di miei menzionati amici io non mi meravigliavo tanto, sicuro del mio essere ormai "mezzo americano", incollato davanti alla TV quando c'era Happy Days e permeato dell' American Way of LIfe oggi come allora.
Dopo le varie veterane di cui parlavo all'inizio avevo deciso con l'aiuto di mio papà di comprare una storica "sportiva" con la quale affrontare non i soliti raduni pane e salame, ma le gare di regolarità. Nel 1992 infatti acquisto una Fiat 124 Sport Spider del 1969. E lì mi son fatto le ossa in tutti i sensi: dalle valvole alla testata, dai freni al cambio (completamente aperto ma poi l'ha rimontato un esperto...). Durante un raduno di Club (ero iscritto al Registro Nazionale 124 S.S.) sulle colline modenesi, e i modenesi tirano, ci siam fermati in una cascina con la pompa della benzina ko. Provvidenziale l'aiuto di un contadino e di una nuova pompa che il sottoscritto si era scaramanticamente portato da casa. Potrei raccontarne di aneddoti: ho scoperto solo da poco di aver gareggiato senza saperlo nientemeno che con Frosty The Snowman..in una gara in montagna..lui aveva una Austin!!! Vendetti la 124 nel 1999.
L'avventura con le auto americane "vere" inizia quando mi "stufo" di pagare un sacco di soldi di bollo per una BMW Z3 del 1996 che usavo in pratica solo d'estate. Purtroppo separarmi è stata dura, penso che l'unico altro posto dove potesse stare quella Z3 era il museo BMW a Monaco tanto era tenuta in modo maniacale...
L'illuminazione: nel 2004 durante un concerto soul un tizio mio conoscente suona e canta "Mustang Sally" e il tarlo comincia ad insinuarsi, poi un articolo su Automobilismo d'Epoca celebra i 40 anni della pony car e li scatta la molla: vendo la Z3 e inizio la ricerca della prima storica americana. Dopo essermi un po' documentato sulla Mustang e le Ford del periodo grazie ad internet, mi faccio l'idea di come doveva essere la vettura: convertibile, bianca o rossa ma con l'interno totalmente rosso, volante compreso, e 6 cilindri. Ritengo ancora oggi che una 6 cilindri del 1964 incarni il lato "purista" del progetto Mustang: una vettura semplice, divertente, alla portata di tutti, dall'aspetto intrigante. Ne trovo una (6 cilindri guarda caso..) Springtime Yellow interno nero del 66 ma il tizio, che aveva un negozio di tuning, credeva di essere al volante di una miniera d'oro...era con targa italiana del periodo importata dall'Inghilterra. Purtroppo servosterzo ko, interni da rifare e diversi fili penduli mi fecero desistere dall'acquisto. Poi è il turno di una 289 Convertible verde del 1967 interno Ivy Gold (verdina), buona vettura ma il prezzo richiesto non mi pareva adeguato ne avevo disponibilità simili...gira ancora su e-bay dopo essere stata acquistata già riverniciata e dotata dall'ultimo proprietario di un TV LCD sventrando la console. Quindi una 289 del 65 Lime Gold (verde chiaro quasi dorato) il tizio mi dice "appena verniciata"...grandi colature di vernice mi fanno capire subito la qualità del lavoro..poi apre il cofano e, credetemi, sembrava fosse esplosa una bomba...tanto era tutto coperto di fuliggine. Verso gennaio del 2006 è la volta di una 1968 sempre verdino chiaro metallizzato, con un lifting GT-like: cerchi GT, fari supplementari, volante Grant, collettore speciale Offenhauser dell'epoca. Quando vado a provarla dopo aver concordato un appuntamento, trovo una vettura smontata, senza volante con il tetto in vinile da rifare, ecc..un po' troppo per una vettura "perfetta" al telefono.
Parafrasando il titolo di un film con la Aniston e il superpirla Stiller, "Alla fine Arriva Kermit". E' il turno della mia 289 hardtop del 1968, messa in vendita da un privato. Telefono per concordare la prova e devo dire che quanto promesso era stato mantenuto..motore e cambio rifatti, begli interni..mi convinceva poco il colore e il fatto che fosse hardtop..ma ci ho fatto l'abitudine e per i colori esterno/interno l'ho chiamata Kermit The Frog. Mi ha stupito la grande accelerazione e la dolcezza del cambio ma da neofita delle US cars ci stava tutto. E ovviamente il cupo rombo gorgogliante del V8 che tanto mi aveva fatto sognare da bambino. Tiro un po' sul prezzo ma è evidente che ormai ero su un altro pianeta con la testa...concludo l'affare con un braccio legato al collo perchè nel frattempo mi ero lussato una spalla..e appoggio le terga sui bucket seats nel maggio del 2006. Il resto è leggenda...
(*)per chi non mastica il dialetto lombardo occidentale: "senti che motore, sarà un seimila e cinque.."
Leggo solo adesso questa mini intervista di Nigel.......... Davvero appassionante e l'accostamento al pane e zucchero e marmellate a zollette mi hanno proiettato in un altra epoca, racconto avvincente e ricco di curiosità aneddoti e sensazioni che solo chi è appassionato comprende appieno ;)